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VENTO DA EST

 

Esce per Geganew “Wind from the east”, il nuovo disco della pianista Victoria Terekiev

Alla scoperta della musica per pianoforte dei più importanti compositori bulgari di inizio ‘900: Pipkov, Hadjiev, Pancho Vladiguerov. Dalla tradizione folkloristica al repertorio colto.

 La pianista italo-bulgara torna alle origini con un disco che sa di danze, di ricordi d’infanzia e fascinazioni esotiche.

 

coverEsce per Geganew “Wind from the east”, il nuovo disco della pianista Victoria Terekiev. Dopo aver affrontato molti autori dell’Otto e del Novecento, l‘artista italo-bulgara torna alle origini con un disco dedicato a tre dei più importanti compositori bulgari: Pipkov (Bulgarian Suite op. 2), Hadjiev (Melodische Etudes) e Pancho Vladiguerov (Bulgarian Songs and Dances op. 25).

Un disco che sa di danze, di ricordi d’infanzia (è grazie al padre che Victoria ha riscoperto questo repertorio) e fascinazioni esotiche: dal sentire tardo romantico di Vladiguerov (maestro, tra gli altri, di Alexis Weissenberg), alle atmosfere raveliane e bartokiane di Pipkov e Hadjiev. Un progetto che apre la strada allo studio e alla scoperta della musica bulgara del primo Novecento, un repertorio quasi misconosciuto che affonda le sue radici nei ritmi irregolari del folklore (la metro-ritmica teorizzata e messa a punto proprio da Pipkov), ricco di fascino e di quelle suggestioni sonore che si ritrovano – mutatis mutandis – nella musica di Goran Bregovic.

“5/8, 7/8, 9/16 sono i ritmi del folklore e della musica classica bulgara – racconta Victoria Terekiev – Pur essendo molto diversi, si incrociano per vivacità e colore, condividendo una nostalgia che lungi dall’essere triste, rimanda ad atmosfere di danza, gioiose. Per questo mi piace indicare il tempo accanto ad ogni brano nei programmi dei miei concerti; è anche un modo per riavvicinarmi alle mie origini. Sono infatti per ¾ bulgara e per ¼ italiana e amo definire così, ritmicamente, il mio sangue”.

Nata a Milano da padre bulgaro e madre italo-bulgara, Victoria Terekiev inizia giovanissima a studiare pianoforte e all’età di 11 anni si esibisce in RAI eseguendo due preludi di Bach. Dopo gli studi con Stefka Mandrajieva, Eli Perrotta, Paul Badura Skoda, Alfons Kontarsky, Franco Scala, Tatiana Nikolajieva, Antonio Janigro, Trio di Trieste, si esibisce per Serate Musicali, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Verdi di Trieste, FAI, Conservatorio di Milano, Asolo Musica, Madesimo Music Festival e ancora a Salisburgo, Innsbruck, Lugano. Per Trieste Prima nel 1990 esegue in prima assoluta pezzi cameristici di Felix Resch e Franck Corcoran. Sempre in prima assoluta esegue a Milano nel 1995 alcuni brani tratti da “Le Onde” di Ludovico Einaudi in presenza del compositore. Collabora, tra gli altri, con Serghej Krylov, Roberto Cani, Maria Grazia Bellocchio, Massimo Belli, Iakov Zats, Simone Baroncini, Ezio Rojatti, Piero Bellugi, Luca Ciammarughi. Vive a Milano, dove si divide tra l’attività concertistica, l’insegnamento alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e le numerose masterclass dedicate alla divulgazione del repertorio bulgaro del ‘900.

Il suo cd “Gian Francesco Malipiero – Piano works”, inciso nel 1993 per Nuova Era in prima assoluta, ottiene ottime recensioni dalla critica internazionale, così come il CD inciso per Brilliant Classics nel 1992: “Rossini- Prélude, Théme et Variations” e, in prima assoluta, “Donizetti – Larghetto, Tema e Variazioni per violino e pianoforte”.

“Wind from the east”, suo terzo lavoro discografico, è una vera e propria dichiarazione d’amore verso le sue origini musicali e verso tutta la musica bulgara, sia tradizionale, sia classica. Il disco è dedicato alla sua prima insegnante di pianofort, Stefka Mandrajieva, e a tutti quegli insegnanti che, con il loro amore per la musica, tramandano passione, tradizione e capacità di ricerca alle nuove generazioni di musicisti.

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Lontana da ogni suggestione modaiola e di facile appeal, Victoria Terekiev seleziona e propone con entusiasmo tre raccolte di autori bulgari del primo ‘900, un progetto alla ricerca delle sue origini più profonde.

(Amadeus)

 

Musica spigolosa, sfuggente all’armonia e alle gabbie ritmiche, speziata ma anche gentile, carica di nostalgie ma sommesse. Come la suona Victoria Terekiev.

(La Repubblica)

 

I toni scivolano tra il meditativo e il festoso ma anche ascoltando i passi più brillanti – e tecnicamente infidi – resta in bocca il sapore di una vaga malinconia, di un’ineffabile tristezza.

(Corriere della Sera)

I strongly urge the acquisition of this recording. For some out-of-the-ordinary music of high quality, interest, and enjoyment, all well recorded, and brilliantly played, the wind from the east blows forth gloriously.

(American Record Guide)